{"id":377197,"date":"2026-04-01T12:40:10","date_gmt":"2026-04-01T11:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.article19.org\/resources\/italy-journalist-must-not-be-liable-for-third-party-social-media-comments\/"},"modified":"2026-04-09T09:03:29","modified_gmt":"2026-04-09T08:03:29","slug":"italy-journalist-must-not-be-liable-for-third-party-social-media-comments","status":"publish","type":"resources","link":"https:\/\/www.article19.org\/it\/resources\/italy-journalist-must-not-be-liable-for-third-party-social-media-comments\/","title":{"rendered":"Italia: un giornalista non pu\u00f2 essere ritenuto responsabile per i commenti di terzi sui social media"},"content":{"rendered":"<p><b><span data-contrast=\"auto\">In vista dell\u2019udienza dinanzi alla Corte di Cassazione italiana relativa al caso di Fabio Butera, un giornalista ritenuto responsabile per commenti pubblicati da altri in calce a un\u00a0 post sulla sua pagina Facebook, ARTICLE 19 ribadisce che il compito della Corte e\u2019 di\u00a0 tutelare la libert\u00e0 di espressione online. I giudici di merito hanno ordinato a Butera di risarcire i danni per non aver rimosso commenti di terzi, ritenendo che ne fosse a conoscenza ma avesse scelto di non intervenire. Confermare la decisione dei giudici delle corti di primo e secondo grado\u00a0 sarebbe altamente preoccupante, poich\u00e9 equivarrebbe a imporre obblighi di moderazione dei contenuti agli utenti comuni, creando gravi rischi per il dibattito pubblico e incentivando l\u2019autocensura. ARTICLE 19 invita la Corte di Cassazione ad annullare la sentenza dei giudici di merito e a confermare che gli utenti non possono essere ritenuti responsabili per commenti di terzi.<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Il caso in oggetto, che ha avuto <\/span><a href=\"https:\/\/www.ossigeno.info\/legal-aid-ossigeno-takes-legal-defence-of-a-journalist-sued-by-a-colleague\/?lang=en\"><span data-contrast=\"none\">diversi sviluppi<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">, riguarda una sfida fondamentale alla libert\u00e0 di espressione online.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nell\u2019agosto 2018, Fabio Butera, giornalista, pubblicava\u00a0 un post sulla propria pagina Facebook criticando un articolo del giornalista Valentino Gonzato, il quale\u00a0 sosteneva che i richiedenti asilo a Vicenza avessero protestato per ottenere un abbonamento alla pay-TV per guardare partite di calcio. Gonzato successivamente citava in giudizio\u00a0 perdanni Butera nell\u2019ambito di un procedimento civile per diffamazione.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nell\u2019aprile 2023, il Tribunale di Verona stabiliva che il post di Butera non costituiva\u00a0 diffamazione, in quanto basato su ricerche documentate effettuate nell\u2019 interesse pubblico e su fatti veritieri. Tuttavia, il tribunale\u00a0 condannava\u00a0 Butera a pagare 33.000 euro di risarcimento (incluse le spese legali) a Gonzato per non aver rimosso commenti diffamatori pubblicati da terzi sotto il suo post su Facebook. Il tribunale\u00a0 adottava questa decisione nonostante Butera non fosse stato sollecitato da alcun utente o altra parte a rimuovere i commenti dalla sua pagina. La Corte d\u2019Appello di Venezia\u00a0 confermava\u00a0 tale decisione, ritenendo che la pubblicazione, da parte di Butera, di ulteriori contenuti sulla stessa pagina Facebook pochi giorni dopo dimostrasse che egli aveva letto i commenti oggetto del contendere e non li aveva eliminati.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">ARTICLE 19 ritiene che le decisioni del Tribunale di Verona e della Corte d\u2019Appello di Venezia, che hanno ritenuto Butera responsabile per commenti di terzi, impongano di fatto obblighi di moderazione dei contenuti agli utenti dei social media per attivit\u00e0 svolte da terzi sui loro account, con gravi ripercussioni sulla libert\u00e0 di espressione online.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">In particolare, riteniamo che i giudici di merito non abbiano preso in considerazione gli standard internazionali sulla libert\u00e0 di espressione applicabili al caso di specie.\u00a0Evidenziamo in particolare le seguenti questioni.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">I giudici di merito hanno erroneamente esteso agli utenti ordinari dei social media gli standard di responsabilit\u00e0 degli intermediari\u00a0<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nell\u2019Unione Europea, gli intermediari di Internet (come societ\u00e0 di web hosting, fornitori di servizi Internet, motori di ricerca e piattaforme di social media) beneficiano di ampie esenzioni di responsabilit\u00e0 con riferimento\u00a0 ai contenuti pubblicati dagli utenti. Questo consolidato quadro giuridico mira a proteggerli dall\u2019essere ritenuti responsabili per contenuti illeciti pubblicati, salvo che ne abbiano conoscenza effettiva e non intervengano, tutelando cos\u00ec la libert\u00e0 di espressione pur prevedendo alcuni obblighi di moderazione.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Sebbene il caso riguardi un utente piuttosto che una piattaforma commerciale, \u00e8 essenziale comprendere le ragioni di tali tutele da responsabilit\u00e0 per gli\u00a0 intermediari.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">ARTICLE 19 sostiene da tempo che gli intermediari dovrebbero beneficiare di un\u2019ampia immunit\u00e0 dalla\u00a0 responsabilit\u00e0 per i contenuti pubblicati, poich\u00e9 altrimenti sarebbero di fatto costretti a monitorare tutti i contenuti degli utenti e a valutarne la legalit\u00e0, decisioni che dovrebbero spettare ad autorit\u00e0 giudiziarie indipendenti. Se gli intermediari fossero responsabili dei contenuti generati dagli utenti, avrebbero forti incentivi a rimuovere materiali perfettamente leciti e protetti dal diritto internazionale dei diritti umanial solo fine dievitare rischi legali. Pertanto, gli intermediari dovrebbero essere obbligati a rimuovere contenuti solo a seguito di un ordine da parte di un\u2019autorit\u00e0 indipendente e imparziale che ne abbia accertato l\u2019illegalit\u00e0. Tale approccio\u00a0 \u00e8 ripreso dai\u00a0 <\/span><a href=\"https:\/\/manilaprinciples.org\/\"><span data-contrast=\"none\">Manila Principles on Intermediary Liability<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">, sviluppati da un consorzio di organizzazioni della societ\u00e0 civile che lavorano per proteggere la libert\u00e0 di espressione online.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Esso \u00e8 in parte recepito anche nel diritto dell\u2019UE. Sebbene il principale regolamento\u00a0 dell\u2019UE che disciplina i servizi intermediari, il Digital Services Act (DSA), imponga obblighi a determinati intermediari, comprese le piattaforme online di grandi dimensioni, in materia di moderazione dei contenuti esso preserva il principio di esenzione condizionata dalla responsabilit\u00e0 stabilito dalla direttiva sull\u2019E-Commerce. Ci\u00f2 significa che i fornitori di servizi non sono responsabili dei contenuti generati dagli utenti, salvo che ne abbiano conoscenza effettiva. Tale conoscenza pu\u00f2 essere accertata, ad esempio, quando un altro utente segnali il contenuto illecito all\u2019intermediario.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Pertanto, ritenere che Butera, un utente ordinario dei social media, possa essere responsabile per commenti pubblicati sotto i suoi contenuti produce il risultato paradossale di sottoporlo a uno standard pi\u00f9 severo rispetto a quello degli intermediari, i quali sono spesso\u00a0 aziende che gestiscono le piattaforme da un punto di vista commerciale e che mantengono\u00a0 sistemi centralizzati di moderazione con maggiori risorse.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Sebbene vi siano alcune questioni aperte su come le <\/span><a href=\"https:\/\/policyreview.info\/glossary\/decentralised-content-moderation\"><span data-contrast=\"none\">norme sulla responsabilit\u00e0 degli intermediari possano applicarsi a forme di moderazione decentralizzate e a gestione comunitaria e<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\"> \u2013 dove alcuni utenti agiscono come moderatori di contenuto -, \u00e8 palese che gli utenti ordinari restano esclusi dai regimi di responsabilit\u00e0 previsti dalle normative\u00a0 UE. Oltre a questioni di equit\u00e0 e risorse, cos\u00ec come la responsabilit\u00e0 degli intermediari per contenuti di terzi ha gravi implicazioni per la libert\u00e0 di espressione, sarebbe altreattanto preocupante ritenere utenti ordinari responsabili.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">Imponendo responsabilit\u00e0 per commenti di terzi i giudici di merito hanno limitato la libert\u00e0 di espressione online\u00a0<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">ARTICLE 19 ritiene che confermare le decisioni delle corti di primo e secondo grado nel caso Butera e quindi imporre responsabilit\u00e0 ad utenti dei social media per commenti altrui comporterebbe numerose conseguenze negative per la libert\u00e0 di espressione. In particolare:<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li data-leveltext=\"\uf0b7\" data-font=\"Symbol\" data-listid=\"4\" data-list-defn-props=\"{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;\uf0b7&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}\" data-aria-posinset=\"1\" data-aria-level=\"1\"><b><span data-contrast=\"auto\">Gli utenti non hanno la competenza necessaria per valutare i contenuti<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\">: come le aziende, anche gli utenti individuali non sono n\u00e9 attrezzati n\u00e9 legittimati a stabilire se i contenuti pubblicati da altri sui propri account siano leciti. Nei casi di diffamazione, come quello di Butera, \u00e8 particolarmente difficile per un giornalista o qualsiasi utente valutare l\u2019accuratezza delle affermazioni di terzi senza accesso a tutti i fatti rilevanti. Per questo la responsabilit\u00e0 dovrebbe ricadere solo su chi ha formulato le affermazioni contestate.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li data-leveltext=\"\uf0b7\" data-font=\"Symbol\" data-listid=\"4\" data-list-defn-props=\"{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;\uf0b7&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}\" data-aria-posinset=\"2\" data-aria-level=\"1\"><b><span data-contrast=\"auto\">Imposizione di un onere inaccettabile per gli utenti<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\"><span data-contrast=\"auto\">: imporre tale obbligo graverebbe eccessivamente sugli utenti. Per evitare di incorrere in responsabilit\u00e0, essi potrebbero disabilitare i commenti o eliminare contenuti potenzialmente rischiosi, anche se leciti e protetti dagli standard internazionali della libert\u00e0 d\u2019espressione. Tuttavia, le sezioni dei commenti sono una parte essenziale dell\u2019interazione online: permettono la condivisione di informazioni, lo scambio di idee e il dibattito. Le sezioni dei commenti espongono inoltre gli utenti a punti di vista differenti permettendo risposte dirette e critiche al contenuto pubblicato, rappresentando sia uno spazio per il dibattito sia fonti di informazioni. Pertanto, se gli utenti dovessero rimuovere queste sezioni per ridurre il rischio a proprio carico, questo atteggiamento potrebbe essere qualificato come una forma di auto censura in quanto equivarrebbe a restringeresia\u00a0 il loro diritto a ricevere informazioni ed opinioni sia il diritto alla libert\u00e0 d\u2019espressione di altri utenti.\n<p><\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: left\" data-leveltext=\"\uf0b7\" data-font=\"Symbol\" data-listid=\"4\" data-list-defn-props=\"{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;\uf0b7&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}\" data-aria-posinset=\"2\" data-aria-level=\"1\"><b><span data-contrast=\"auto\">Monitoraggio oneroso in termini di risorse<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\">: i giornalisti che pubblicano contenuti di interesse pubblico possono generare ampio dibattito ,\u00a0\u00a0 attirando, a volte, migliaia di commenti. Monitorarli tutti, specialmente nel caso di\u00a0 post che generano un ampio dibattito , richiederebbe la disponibilit\u00e0 di ingenti risorse . Se da un lato e\u2019 vero che in questi casi apparirebbe particolarmente irragionevole per una corte concludere che l\u2019autore di un post abbia una conoscenza efettiva di tutti i commenti di terzi, la soglia per stabilire tale conoscenza\u00a0 e conseguente onere a carico dell\u2019utente resta poco chiara. Considerata <\/span><a href=\"https:\/\/reutersinstitute.politics.ox.ac.uk\/digital-news-report\/2025\/dnr-executive-summary\"><span data-contrast=\"none\">la crescente centralit\u00e0 dei social media ai fini delll\u2019accesso alle informazioni<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\"> e il crescente affidamento, da parte dei giornalisti, su tali piattaforme per dare visibilit\u00e0 ai loro contenuti, risulterebbe\u00a0 problematico costringere questi ultimi a scegliere tra ottenere visibilit\u00e0 ed interazione con il proprio lavoro da parte degli utenti, da un lato, e rischio legale legato alla\u00a0 pubblicazione contenuto di interesse pubblico, come riconosciuto dalla corte in questo caso, dall\u2019altro.\n<p><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Esiste inoltre il rischio concreto che tale responsabilit\u00e0 venga strumentalizzata per colpire giornalisti, organizzazioni della societ\u00e0 civile o utenti: alcuni individui potrebbero pubblicare commenti appositamente per esporre l\u2019autore o la sua organizzazione a responsabilit\u00e0 legali. Tattiche simili sono state utilizzate in passato, quando <\/span><a href=\"https:\/\/www.cigionline.org\/static\/documents\/no.276_3PTEcTT.pdf\"><span data-contrast=\"none\">leggi sul copyright or sulla privacy<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\"> sono state utilizzate per affermare che articoli giornalistici infringevano la properiet\u00e0 intellettuale o regole di protezione dei dati, portando cosi alla rimozione di notizie critiche da internet o dagli archivi di notizie.\u00a0\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><span data-contrast=\"auto\">La decisione dei giudici di merito potrebbe risultare in violazione\u00a0 dell\u2019articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo\u00a0<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo si \u00e8 pi\u00f9 volte pronunciata sulla compatibilit\u00e0 della responsabilit\u00e0 per commenti di terzi con la libert\u00e0 di espressione come garantita dall\u2019articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani. La\u00a0 giurisprudenza su questo tema \u00e8 ancora in evoluzione.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Mentre in alcune sentenze, tra cui\u00a0 Delfi AS c. Estonia, <\/span><a href=\"https:\/\/www.article19.org\/resources\/europe-european-court-confirms-delfi-decision-blow-online-freedom\/\"><span data-contrast=\"none\">criticate da ARTICLE 19<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">, la Corte non ha riscontrato violazione nel caso di\u00a0 unportale di notizie di grandi dimensioniconsiderato responsable per non aver rimosso prontamente dalla propria piattaforma un contenuto ritenuto illegale, la stessa Corte ha tuttavia stabilito\u00a0\u00a0 criteri di proporzionalit\u00e0 critici. Questi includono la considerazione del contesto rilevante per i commenti, le misure adottate per rimuoverlo, la possibilit\u00e0 di considerare gli autori dei commenti responsabili e le conseguenze per il convenuto. La Corte ha inoltre sottolineato la professionalit\u00e0 della gestione e la natura commerciale di Delfi, distinguendolo da altri forum meno strutturati e suggerendo che gli utenti ordinari non dovrebbero essere soggetti agli stessi obblighi di responsabilit\u00e0.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Il caso non riguarda altri forum su internet dove commenti di terzi possono essere disseminati, per esempio un un f\u00f3rum di discussioni online o una bacheca dove gli utenti possono liberamente diffondere le proprie idee su qualunque tema senza che la discussione sia canalizzate da un moderatore ; o\u00a0 piattaforme social dove il fornitore della piattaforma non offre nessun contenuto e dove il fornitore di contenuto \u00e8 un individuo che gestisce un sito web o un blog come hobby.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">In pronunce successive, come <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">MTE e Index.hu c. Ungheria<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> e <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Jezior c. Polonia<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, la Corte ha invece riscontrato violazioni dell\u2019articolo 10 della Convenzione Europea per i Diritti Umani,\u00a0 in casi di attribuzione di responsabilit\u00e0 in contesti meno seri o con riferimento a\u00a0 siti non-commerciali, enfatizzando il rischio di sovraccaricare gli intermediari ed avere un effetto disuassivo\u00a0 sull\u2019esercizio della libert\u00e0 di espressione.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Una decisione pi\u00f9 problematica della Corte Europea \u00e8 <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Sanchez c. Francia<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">. In questa pronuncia\u00a0 la Corte ha confermato la responsabilit\u00e0 penale di un pol\u00edtico locale per i commenti sulla sua pagina Facebook in qualit\u00e0 del suo ruolo e della sua responsabilit\u00e0 in quanto figura publica impegnata in una campagna elettorale, e quindi in base a circostanze diverse da quelle di\u00a0 un giornalista o di un utente ordinario.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Infine, in una recente decisione, <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">P\u0103tra\u015fcu c. Romania<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">, che presenta somiglianze con il caso\u00a0 Butera, la Corte ha stabilito che l\u2019accusa di diffamazione a causa di commenti di terzi costituisce una\u00a0 violazione del diritto alla libert\u00e0 d\u2019espressione di un utente ordinario dei social media Il caso riguardava un appellante a cui era stato ordinato dalla Corte Suprema della Romania di cancellare i commenti lasciati da terzi sul suo blog e pagina Facebook e pagare risarcimento a due impiegati dell\u2019Opera Nazionale di Bucarest,dopo aver riportato uno scandalo relativo a detta Opera che aveva generato un siginifcativo dibattito pubblico online. La Corte Europea ha riscontrato una violazione del diritto alla libert\u00e0 d\u2019espressione dell\u2019appellante. Anche se questa decisione si basa sulla mancanza di base giuridica sufficientemente chiara e dettagliata relativa al diritto rumeno piuttosto che sulla giurisprudenza della Corte europea, il caso evidenzia come la Corte abbia una posizione conservatrice rispetto all\u2019estensione del regime di responsabilit\u00e0 agli utenti in assenza di un chiaro quadro giuridico .\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nel complesso, ARTICLE 19 ritiene che la giurisprudenza della Corte Europea escluda un approccio uniforme che imponga agli utenti ordinari come Butera le stesse responsabilit\u00e0 degli intermediari e delle piattaforme commerciali.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Riteniamo che, considerato il profilo di Butera come giornalista che usa Facebook per commenti, il suo utilizzo di Facebook per condividere commenti non pu\u00f2 essere equiparato ad una testata commerciale con molte pi\u00f9 risorse per la moderazione dei contenuti.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Inoltre, nonostante il tema dell\u2019immigrazione sia spesso delicato e di peso politico, Butera non stava svolgendo una campagna elettorale che potesse essere ragionevolmente collegata ad un maggior rischio di commenti infiammatori o dannosi. Infine, l\u2019importo del risarcimento (33.000 euro) \u00e8 particolarmente elevato ed eccede altri importi considerati proporzionati, quali <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Delfi<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> (320 euro) e <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Sanchez<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> (4.000 euro, incluse le spese della controparte).\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h1><b><span data-contrast=\"auto\">Raccomandazioni di ARTICLE 19<\/span><\/b><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/h1>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Indipendentemente da come la complessa giurisprudenza della Corte Europea possa essere applicata al caso di Butera, ARTICLE 19 ritiene che la Corte di Cassazione italiana debba annullare la decisione della Corte d\u2019Appello e affermare che gli utenti dei social media non possono essere ritenuti responsabili per commenti altrui. Nonostante i social media creino senza dubbio problematiche con riferimento al dibattito pubblico, essi\u00a0 restano uno spazio fondamentale per il dibattito democratico e l\u2019interazione pubblica, come anche\u00a0 per l\u2019interazione tra giornalisti e il loro pubblico.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La Corte di Cassazione dovrebbe tutelare questi spazi, rigettare\u00a0 l\u2019idea che gli individui debbano controllare i contenuti altrui e difendere la libert\u00e0 di espressione.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-270135 size-large\" src=\"https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-1024x225.jpg\" alt=\"ARTICLE 19 and Media Freedom Rapid Response logos\" width=\"640\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-1024x225.jpg 1024w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-300x66.jpg 300w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-768x168.jpg 768w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-1536x337.jpg 1536w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-480x105.jpg 480w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-1500x329.jpg 1500w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-570x125.jpg 570w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-870x191.jpg 870w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-780x171.jpg 780w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-370x81.jpg 370w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-740x162.jpg 740w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-170x37.jpg 170w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos-470x103.jpg 470w, https:\/\/www.article19.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ARTICLE-19-MFFR-logos.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n","protected":false},"template":"","format":"standard","pillar":[1890],"content-type":[1749],"issue":[1784,1787,2311,2412,2413,2414],"region":[1861,2120],"campaign-tax":[],"class_list":["post-377197","resources","type-resources","status-publish","format-standard","hentry","pillar-digital-it","content-type-legal-analysis-it","issue-censorship-it","issue-digital-rights-it","issue-eu-it","issue-big-tech","issue-content-moderation","issue-social-media","region-europe-central-asia-it","region-italy-it"],"featured_image_urls_v2":{"full":"","thumbnail":"","medium":"","medium_large":"","large":"","1536x1536":"","2048x2048":"","mobile":"","super":"","two-col":"","resources-featured":"","timeline":"","article-block":"","article-block-double":"","donations-image":"","donations-bottom-image":"","square":"","event":"","event-large":"","video":"","article-hero":"","gform-image-choice-sm":"","gform-image-choice-md":"","gform-image-choice-lg":""},"post_excerpt_stackable_v2":"<p>In vista dell\u2019udienza dinanzi alla Corte di Cassazione italiana relativa al caso di Fabio Butera, un giornalista ritenuto responsabile per commenti pubblicati da altri in calce a un\u00a0 post sulla sua pagina Facebook, ARTICLE 19 ribadisce che il compito della Corte e\u2019 di\u00a0 tutelare la libert\u00e0 di espressione online. I giudici di merito hanno ordinato a Butera di risarcire i danni per non aver rimosso commenti di terzi, ritenendo che ne fosse a conoscenza ma avesse scelto di non intervenire. 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